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Informativa sulla privacy

Cosa sappiamo di te, perché, e come farci cancellare tutto.

Ultimo aggiornamento: 1 settembre 2026

Questa informativa spiega come VoxPublica tratta i dati personali di chi usa il servizio, ai sensi degli articoli 13 e 14 del Regolamento europeo 2016/679 (GDPR). È scritta in italiano corrente apposta: se qualcosa non è chiaro, scrivi a info@voxpub.it e te lo spieghiamo.

1. Chi tratta i tuoi dati

Il titolare del trattamento è:

Clinova S.r.l.
Sede legale: Via Piave 6, 30020 Noventa di Piave (VE)
Partita IVA e Codice Fiscale: 04932850276
Numero REA: VE-464818
PEC: clinovasrl@pec.it

Non è stato nominato un Responsabile della protezione dei dati (DPO): non ricorre nessuno dei casi in cui la legge lo rende obbligatorio (art. 37 GDPR). Per qualunque questione sulla privacy scrivi all'indirizzo qui sopra.

2. Quali dati raccogliamo

Solo quelli che servono a far funzionare il servizio. Nel dettaglio:

Per avere un account

Indirizzo email e password. La password non la vediamo mai: nella nostra banca dati viene conservata solo in forma cifrata e irreversibile. Se scegli di entrare con Google, riceviamo da Google il tuo indirizzo email e il nome del profilo.

Il tuo profilo

Nome e cognome, tipo di organizzazione, ruolo, nome dell'ente, Comune di riferimento, provincia e regione, tono preferito, temi ricorrenti, espressioni tue, parole da non usare. E, se scegli di inserirli per farli comparire in fondo ai comunicati, un indirizzo email istituzionale, un recapito telefonico e un indirizzo.

Quello che scrivi e carichi

I testi che scrivi, i documenti, le foto, le registrazioni vocali e i link che carichi; i testi che il servizio genera e che tu salvi; i tuoi testi di esempio e i discorsi già tenuti che carichi per far imparare il tuo stile.

La tua rubrica di contatti stampa

Nome, testata, email e telefono dei giornalisti che inserisci tu. Su questi dati c'è un discorso a parte: è il punto 5.

Come usi il servizio

Un conteggio delle azioni fatte (che tipo, quante, quando): serve a far vedere a te quante ne restano nel mese e a noi a far funzionare i limiti del piano. Questo conteggio resta dentro casa nostra: non finisce a nessuno e non serve a farti pubblicità. Delle statistiche e della pubblicità si parla al punto 8, ed è una cosa diversa, che avviene solo se l'hai accettata.

Se accetti i cookie di statistica

Solo se lo accetti tu dalla striscia che compare alla prima visita. In quel caso Google Analytics riceve direttamente dal tuo browser un identificativo del dispositivo, l'indirizzo IP, l'indirizzo della pagina che stai guardando e il browser che usi. A noi non arriva niente di tuo: dal pannello di Google leggiamo solo numeri complessivi — quante visite, quali pagine — mai chi sei, e non colleghiamo quei numeri al tuo account. È il punto 8.

Se accetti i cookie di marketing

Solo se lo accetti tu dalla striscia che compare alla prima visita. Succedono due cose diverse, ed è giusto tenerle separate. Google e Meta ricevono direttamente dal tuo browser un identificativo del dispositivo, l'indirizzo IP e l'indirizzo della pagina: quello non passa da noi e non lo vediamo, dai loro pannelli leggiamo solo numeri complessivi. Noi invece conserviamo una cosa sola: il codice che l'annuncio mette nell'indirizzo quando ci clicchi sopra (si chiama gclid per Google e fbclid per Meta), più il nome della campagna se lo abbiamo scritto nel link. Se ti iscrivi, quel codice resta insieme al tuo account. Non contiene il tuo nome, la tua email o il tuo indirizzo: dice soltanto «questa persona è arrivata da quell'annuncio». È il punto 8.

Se colleghi una Pagina Facebook

Solo se scegli di farlo. Conserviamo il nome e l'identificativo delle tue Pagine, l'identificativo del tuo profilo Facebook e la chiave di accesso che Facebook ci dà per scrivere su quelle Pagine, tenuta in forma cifrata. Di ogni pubblicazione restano la data, la Pagina, l'esito e l'indirizzo del post. È il punto 6.

Se colleghi il tuo profilo LinkedIn

Solo se scegli di farlo. Conserviamo il nome e l'identificativo del tuo profilo LinkedIn e la chiave di accesso che LinkedIn ci dà per scriverci, tenuta in forma cifrata; scade da sola dopo 60 giorni. Di ogni pubblicazione restano la data, l'esito e l'indirizzo del post. È il punto 6.

Dati tecnici

Come ogni sito, il server registra gli accessi: indirizzo IP, data e ora, pagina richiesta, tipo di browser. Servono a far funzionare il sito e a difenderlo dagli abusi, e non vengono usati per identificarti.

In parole povere
Email, profilo, quello che scrivi e un contatore di quante volte lo usi — più, se colleghi una Pagina Facebook o il tuo profilo LinkedIn, le chiavi per scriverci sopra. Nient'altro, e nessun dato venduto o ceduto a chicchessia. Le uniche cose in più sono il conteggio delle visite e la misurazione della pubblicità, che partono solo se dici di sì e che puoi spegnere quando vuoi, una per una: punto 8.

3. Perché li trattiamo, e con quale diritto

La legge impone di dire, per ogni scopo, su quale base giuridica ci appoggiamo. Eccole:

Per darti il servizio che hai chiesto

Creare l'account, farti entrare, scrivere i testi, salvare l'archivio, mostrarti la rassegna della tua zona, contare le azioni del mese. Base giuridica: esecuzione del contratto (art. 6.1.b GDPR). Senza questi dati il servizio non può funzionare.

Per pubblicare sulla tua Pagina Facebook o sul tuo profilo LinkedIn, se li colleghi

Custodire le chiavi che Facebook e LinkedIn ci danno, mandare al momento giusto il testo che hai scelto, tenere nota di cosa è uscito e quando. Base giuridica: esecuzione del contratto (art. 6.1.b GDPR), perché è una funzione che chiedi tu collegando la Pagina o il profilo. Se non li colleghi, questo trattamento non avviene per niente.

Per mandarti il promemoria settimanale

L'email del lunedì mattina, che si attiva e si disattiva dal profilo. Base giuridica: il tuo consenso (art. 6.1.a GDPR), che puoi ritirare in ogni momento togliendo la spunta nel profilo, senza dover scrivere a nessuno.

Per tenere in piedi e al sicuro il servizio

Registri degli accessi, difesa dagli abusi, copie di sicurezza, correzione dei guasti. Base giuridica: legittimo interesse (art. 6.1.f GDPR) a che il servizio funzioni e non venga usato per fare danni.

Per gli obblighi di legge

Quando saranno attivi i piani a pagamento: fatture, registrazioni contabili, obblighi fiscali. Base giuridica: obbligo di legge (art. 6.1.c GDPR).

Per sapere quante persone usano il sito e quali pagine leggono

Contare le visite con Google Analytics, senza sapere chi sei. Base giuridica: il tuo consenso (art. 6.1.a GDPR e art. 122 del Codice privacy), che dai o neghi dalla striscia alla prima visita e ritiri con un clic dalla pagina sui cookie. Se non lo dai, questo trattamento non avviene per niente — ed è un consenso a sé: accettare le statistiche non vuol dire accettare la pubblicità.

Per sapere se la pubblicità che facciamo serve a qualcosa

Riconoscere che chi si è iscritto era arrivato da un annuncio su Google o su Facebook. Base giuridica: il tuo consenso (art. 6.1.a GDPR e art. 122 del Codice privacy), che dai o neghi dalla striscia alla prima visita e ritiri con un clic dalla pagina sui cookie. Se non lo dai, questo trattamento non avviene per niente. Per esteso è il punto 8.

4. Come vengono scritti i testi (leggi questo punto)

È il punto più importante di questa informativa, perché riguarda quello che scrivi.

VoxPublica non scrive i testi da sola: si appoggia a sistemi automatici di elaborazione e generazione del linguaggio forniti da Anthropic PBC (Stati Uniti). Quando premi «Genera», al fornitore vengono trasmessi: il testo, il documento, la foto o il link che hai dato; le informazioni del tuo profilo che servono a scrivere nel tuo stile (ruolo, ente, tono, temi, espressioni, parole vietate); e i tuoi testi di esempio.

Su questo trattamento valgono tre garanzie, che ci teniamo a mettere per iscritto:

  • Quello che mandi non viene usato per addestrare i modelli del fornitore. Le condizioni commerciali dell'interfaccia per sviluppatori che usiamo lo escludono.
  • Il fornitore conserva i dati solo per il tempo tecnico necessario a rispondere e a controllare gli abusi, e poi li cancella. Non costruisce un archivio dei tuoi testi.
  • Non gli mandiamo mai la tua email, la tua password o i tuoi contatti stampa. Al fornitore va il contenuto da elaborare, non la tua identità.

Quando usi la ricerca di dati da fonti esterne (dentro i Discorsi), la frase cercata passa dallo stesso fornitore, che interroga solo un elenco chiuso di siti stabilito da noi.

In parole povere
Quello che scrivi esce dal nostro server e va a un fornitore americano che lo elabora e lo restituisce scritto. Non lo tiene, non ci fa scuola sopra, e non sa chi sei. Se un documento è riservato al punto da non poter uscire dal tuo ufficio, non caricarlo.

4-bis. Chi, dentro VoxPublica, può vedere quello che scrivi

Il punto qui sopra dice cosa succede ai tuoi testi fuori di qui. Questo dice cosa succede dentro.

  • Nessun altro utente, mai. Non è una promessa: è una regola scritta nel database, che lascia passare solo le righe che hanno il tuo nome sopra.
  • Lo strumento con cui amministriamo il servizio non mostra i tuoi testi. Conta quante bozze hai fatto e se le hai pubblicate. Il titolo e il contenuto non li chiede nemmeno.
  • Non leggiamo quello che scrivi — né per farci un'idea, né per migliorare il servizio, né per curiosità.
  • Se un guasto o una segnalazione di abuso ci obbligasse a guardare, lo faremmo solo per quel motivo, solo per il tempo necessario, e te lo diremmo.
In parole povere
I tuoi testi sono tuoi. Nessun altro iscritto può vederli, e noi non li leggiamo.

5. I contatti stampa che carichi tu

Nella rubrica dei contatti stampa inserisci dati di altre persone: giornalisti, redazioni. Su quei dati il titolare del trattamento sei tu, non VoxPublica: noi li custodiamo per tuo conto, come responsabili del trattamento (art. 28 GDPR), e non li usiamo per nessuno scopo nostro.

Questo significa che tocca a te:

  • avere un motivo legittimo per tenere quei contatti in rubrica;
  • informare quelle persone, quando serve, che hai i loro dati e per cosa li usi;
  • rispondere tu se una di loro chiede di essere cancellata.

L'invio dei comunicati non passa dai nostri server: si apre il tuo programma di posta, con i destinatari già messi in copia nascosta, e la mail parte dalla tua casella. Noi non vediamo né conserviamo quelle email.

Questo vale per l'invio ai giornalisti. La pubblicazione su una Pagina Facebook o sul tuo profilo LinkedIn, invece, passa dai nostri server: il testo lo mandiamo noi, e di quel passaggio resta traccia. È il punto 6.

6. Se colleghi una Pagina Facebook o il tuo profilo LinkedIn

VoxPublica può pubblicare un testo direttamente sulla Pagina Facebook del tuo ente e sul tuo profilo LinkedIn. Sono funzioni facoltative: se non colleghi niente, tutto quello che segue non ti riguarda e verso Facebook e LinkedIn non parte niente. Il grosso di questo punto è scritto per Facebook; per LinkedIn valgono le stesse regole, con le differenze dette nell'ultimo riquadro.

Quando colleghi la Pagina

Il browser ti porta per un momento sulle pagine di Facebook, dove entri col tuo account e autorizzi VoxPublica. In quel passaggio Facebook vede il tuo collegamento (indirizzo IP, browser) e i cookie suoi, come su qualunque sito di Facebook: su quello non abbiamo controllo. I permessi che chiediamo sono tre e sono i più stretti che bastano: vedere l'elenco delle tue Pagine, leggerne le informazioni, pubblicare a nome della Pagina. Nessun accesso al tuo profilo personale, ai tuoi amici, ai tuoi messaggi.

Cosa conserviamo noi

Nome e identificativo delle Pagine, l'identificativo del tuo profilo Facebook, e la chiave di accesso alla Pagina, che teniamo cifrata: la chiave per decifrarla non sta nella banca dati. La chiave del tuo profilo personale non la conserviamo affatto: la usiamo solo per il tempo del collegamento e poi la buttiamo.

Cosa mandiamo a Facebook quando pubblichi

Il testo del post e la chiave della Pagina. Nient'altro: nessuna immagine, nessun allegato, e mai la tua email, la tua password, i tuoi contatti stampa o i dati del tuo profilo VoxPublica. Il testo non parte dal tuo browser: lo rilegge il nostro server dalla bozza che hai scelto, così quello che esce è quello che hai salvato.

Cosa torna indietro

L'identificativo del post e il suo indirizzo su Facebook, che salviamo insieme alla data, alla Pagina e all'esito. Serve a mostrarti il collegamento «Vedi il post» e a farti sapere se qualcosa non è uscito.

E per LinkedIn, le differenze

Su LinkedIn si collega il tuo profilo, non una Pagina. I permessi che chiediamo sono due: sapere chi sei (nome e identificativo) e pubblicare a tuo nome— nessun accesso ai tuoi collegamenti, ai messaggi, a quello che leggi. La chiave che LinkedIn ci dà scade da sola dopo 60 giorni: scaduta, non possiamo più scrivere niente finché non ricolleghi il profilo. Per il resto vale tutto quanto sopra: sul post pubblicato anche LinkedIn è un titolare autonomo, e «Scollega» cancella la chiave da noi ma non ritira i post né toglie l'autorizzazione dal lato di LinkedIn (si toglie da Impostazioni → Privacy dei dati → Altre applicazioni).

Su quel post Facebook non lavora per conto nostro. Meta è un titolare del trattamento autonomo: una volta che il testo è sulla tua Pagina, vale quello che Facebook fa dei contenuti pubblicati, secondo le sue condizioni e la sua informativa. Noi non decidiamo chi lo vede, quanto resta in evidenza, né cosa Facebook ne ricava.

Come si stacca tutto. Dal tuo profilo, con «Scollega»: cancelliamo le Pagine e le chiavi, e da quel momento non possiamo più scrivere niente. ⚠️ Due avvertenze oneste: l'autorizzazione su Facebook resta finché non togli VoxPublica dalle app autorizzate nelle impostazioni di Facebook; e i post già usciti restano online — quelli si tolgono da Facebook, non da qui.

Se chiedi la cancellazione dei dati direttamente a Facebook, Meta ce lo comunica con una richiesta firmata e noi cancelliamo il collegamento e le chiavi. Come funziona, e cosa resta dove, è scritto nella pagina Cancellazione dei dati di Facebook.

In parole povere
Se colleghi la Pagina Facebook o il profilo LinkedIn, ci dai una chiave per scriverci sopra: la teniamo cifrata e la usiamo solo quando premi tu. A Facebook e a LinkedIn mandiamo il testo del post e basta. Scollegare cancella la chiave, ma non ritira i post già pubblicati e non toglie l'autorizzazione dal loro lato: quella si toglie da lì.

7. A chi comunichiamo i dati

I tuoi dati non vengono mai venduti, ceduti o comunicati a terzi per scopi loro. Li vedono solo i fornitori tecnici che ci servono per far funzionare il servizio, ognuno vincolato da un contratto ai sensi dell'art. 28 GDPR e limitato a quello che gli serve:

Hetzner Online GmbH
Server su cui girano il sito, la banca dati e gli accessi, e copie di sicurezza della macchina
Cosa vede: Email, password (in forma cifrata), profilo, testi salvati, contatti stampa, conteggio degli utilizzi, dati tecnici di collegamento (indirizzo IP, tipo di browser, pagine richieste)
Dove tratta i dati: Germania (Norimberga). La società è tedesca e i dati non escono dall'Unione Europea
Anthropic PBC
Elaborazione dei testi (il Motore Impronta)
Cosa vede: Il testo, il documento, la foto o il link che invii di volta in volta, insieme ai dati del profilo che servono a scrivere nel tuo stile
Dove tratta i dati: Stati Uniti
Stripe Payments Europe, Limited
Pagamenti e abbonamenti
Cosa vede: Indirizzo email, nome e indirizzo di fatturazione, dati della carta, storico dei pagamenti
Dove tratta i dati: Irlanda (Dublino). Il gruppo è statunitense e può accedervi dagli Stati Uniti
Resend (Plus Five Five, Inc.)
Invio delle email di servizio (conferma dell'iscrizione, recupero della password) e del promemoria settimanale
Cosa vede: Indirizzo email e contenuto del messaggio
Dove tratta i dati: Stati Uniti
Google Ireland Ltd.
Accesso con Google, solo se scegli tu di usarlo
Cosa vede: Indirizzo email e nome del tuo profilo Google
Dove tratta i dati: Irlanda (Dublino), quindi nell'Unione Europea. Il gruppo è statunitense e può accedervi dagli Stati Uniti

Meta (Facebook) non è in questo elenco, e non è una dimenticanza. Chi sta qui sopra lavora per conto nostro, sotto contratto. Meta invece riceve il post per pubblicarlo e da lì decide da sé cosa farne: è un destinatario di natura diversa, e ha un punto tutto suo — il punto 6. Riguarda solo chi collega una Pagina.

I dati possono inoltre essere comunicati all'autorità giudiziaria o alle forze dell'ordine, se ci viene richiesto con un atto formale.

8. Statistiche del sito, pubblicità e misurazione delle campagne

Le statistiche del sito

Per sapere quante persone passano di qui e quali pagine leggono, il sito può caricare Google Analytics 4 (Google Ireland Ltd.). Serve a capire cosa funziona e cosa no: quali pagine si leggono, da quale zona si arriva, quante persone tornano, e quante arrivano fino in fondo — cioè si iscrivono o si abbonano. Non serve a farti pubblicità e non ti collega a nessun profilo pubblicitario.

Parte solo se lo accetti tu, dalla striscia della prima visita, ed è un consenso a sé: puoi dire sì alle statistiche e no alla pubblicità, o il contrario. Se dici di no non viene caricato niente del tutto: il programma non arriva proprio in pagina, quindi a Google non arriva nemmeno la notizia che sei passato. La base giuridica è il tuo consenso (art. 6.1.a GDPR e art. 122 del Codice privacy), revocabile in qualsiasi momento con un clic dalla pagina sui cookie o dalla pastiglia «Cookie» che resta in basso a sinistra su ogni pagina.

Cosa vede Google, e cosa vediamo noi. Google riceve direttamente dal tuo browser un identificativo del dispositivo, l'indirizzo della pagina, il browser e l'indirizzo IP — che usa per capire da quale zona arrivi e dichiara di non conservare. Noi dal pannello vediamo soltanto numeri complessivi, mai chi sei, e non li colleghiamo al tuo account. Quello che Google fa di quei dati una volta arrivati da lei lo decide lei, secondo la sua informativa.

Riceve anche tre momenti del percorso, e li elenchiamo perché è giusto saperlo: quando ti iscrivi (e se l'hai fatto con la mail o con Google), quando avvii un pagamento (con il piano scelto), e quando un abbonamento va a buon fine — in quel caso anche l'importo pagato e un codice della transazione, che serve a non contare due volte lo stesso acquisto. Servono a sapere quante persone, delle tante che passano, arrivano davvero in fondo: senza, sapremmo solo che il sito viene visitato. ⚠️ Non partono il tuo nome, la tua email, il nome del tuo ente né quello che scrivi: a Google arriva che qualcuno ha fatto quel passo, mai chi.

Vale anche dentro l'area riservata, perché è lì che si vede se il sito serve a qualcosa: fra gli indirizzi di pagina che arrivano a Google ci sono anche quelli generici come /dashboard/bozze, mai il contenuto di quello che ci scrivi dentro. Se la cosa non ti va, rifiuta: il servizio funziona identico.

La pubblicità

VoxPublica si fa conoscere con annunci su Google e su Facebook e Instagram. Per sapere se quegli annunci servono a qualcosa — cioè se chi li vede poi si iscrive davvero — possono essere attivati due strumenti: la misurazione delle conversioni di Google Ads, che arriva tramite Google Tag Manager, e il pixel di Meta, che carichiamo direttamente noi.

Partono solo se lo accetti tu, dalla striscia che compare alla prima visita. Finché non lo fai — e se dici di no — non viene caricato niente del tutto: non è che restano lì spenti a metà, quei programmi proprio non arrivano in pagina, e a Google viene comunque dichiarato che il consenso non c'è. Se accetti e poi cambi idea, la pagina si ricarica e da lì in avanti non riparte. La base giuridica è il tuo consenso (art. 6.1.a GDPR e art. 122 del Codice privacy), e lo puoi revocare in qualsiasi momento, con un clic, dalla pastiglia «Cookie» in basso a sinistra o dalla pagina sui cookie.

Cosa vedono, e cosa vediamo noi. Se accetti, Google e Meta ricevono direttamente dal tuo browser un identificativo del dispositivo, l'indirizzo IP, l'indirizzo della pagina che stai guardando e il fatto che tu abbia fatto una certa cosa (per esempio: ti sei iscritto). A noi non arriva niente di tuo: dai loro pannelli vediamo soltanto numeri complessivi — quante iscrizioni ha portato una campagna — mai chi sei. Quello che succede a quei dati una volta arrivati da loro lo decidono loro, secondo le loro informative, e su quello non abbiamo controllo.

Una parte di quelle informazioni parte dal nostro server, e non dal tuo browser. Si chiama Conversions API ed esiste per un motivo pratico: il programma di Meta nel tuo browser viene bloccato spesso — dai blocchi pubblicità, da Safari, da Firefox — e senza questa seconda strada i conti delle campagne sarebbero sbagliati per difetto. Mandiamo gli stessi tre fatti che manderebbe il pixel, e nient'altro: che ti sei iscritto, che hai avviato un pagamento, che un abbonamento è andato a buon fine con il relativo importo. Insieme viaggiano i due codici che il pixel ha già messo nel tuo browser (_fbp e _fbc), l'indirizzo IP e il browser, più un codice che ti identifica trasformato in un'impronta irreversibile. Non mandiamo la tua email, né il tuo nome — e potremmo, visto che li abbiamo: è una scelta, non un limite tecnico. E parte solo se hai accettato il marketing: la tua risposta al banner viene registrata in un cookie nostro che vale «sì» o «no», e il server la guarda prima di mandare qualsiasi cosa. Se hai detto no — o se non hai ancora risposto — non parte niente; se revochi, smette da quel momento.

Una cosa la teniamo noi, ed è giusto che tu sappia quale. Quando clicchi un annuncio, Google e Meta aggiungono all'indirizzo un codice che identifica quel clic (gclid e fbclid). Se hai accettato, quel codice lo mettiamo da parte nel tuo browser per 90 giorni, e se in quel periodo ti iscrivi lo salviamo insieme al tuo account. Serve a una domanda che altrimenti non ha risposta: chi si abbona mesi dopo essersi iscritto, da quale campagna era arrivato? Quando si abbona, del clic di tre mesi prima non c'è più traccia da nessuna parte. Quel codice non contiene il tuo nome, la tua email o il tuo indirizzo, non lo usiamo per mandarti niente e non lo comunichiamo a nessuno: resta nostro, e serve solo a fare i conti di quanto rende la pubblicità. Se rifiuti non viene messo da parte per niente; se revochi, quello che è nel tuo browser viene cancellato subito, mentre la copia eventualmente già salvata insieme al tuo account resta lì — la revoca vale da lì in avanti. Per farla togliere basta chiederlo (punto 11).

Vale su tutto il sito, non solo sulle pagine di presentazione, perché la cosa che più conta sapere — chi, dopo essere arrivato da un annuncio, si abbona davvero — succede dentro l'area riservata. Quindi finché il consenso resta dato, fra gli indirizzi di pagina che arrivano a Google e a Meta ci sono anche quelli dell'area riservata: sono indirizzi generici come /dashboard/bozze, mai il contenuto di quello che ci scrivi dentro. Se la cosa non ti va, rifiuta: il servizio funziona identico.

Google compare due volte in questa informativa, con due cappelli diversi. Al punto 7 sta nella tabella dei fornitori, e lì lavora per conto nostro, sotto contratto ai sensi dell'art. 28, per una cosa sola: farti entrare col tuo account Google, se scegli tu di usarlo. Qui è un'altra storia, ed è la storia che vale anche per Meta, che nella tabella non c'è affatto: il dato parte dal tuo browser — e, per gli eventi qui sopra, anche dal nostro server — e va da loro, che poi ne fanno anche un uso proprio. Per la raccolta siamo contitolari con loro, per quello che ne fanno dopo sono titolari autonomi. Stessa società, due trattamenti diversi — ed è la stessa distinzione del punto 6.

L'elenco preciso dei cookie, con chi li mette e quanto durano, è nella pagina sui cookie.

In parole povere
Facciamo pubblicità, e vogliamo sapere quale annuncio funziona. Se ci dici di sì, Google e Meta se ne accorgono quando ti iscrivi; se ci dici di no, non parte niente. Noi in nessun caso vediamo chi sei: vediamo solo quanti. E puoi cambiare idea quando vuoi.

9. Trasferimenti fuori dall'Unione Europea

Il tuo account, il tuo profilo, i tuoi testi e la tua rubrica stanno su un server in Germania, a Norimberga, e da lì non si spostano: la macchina è noleggiata da una società tedesca (Hetzner Online GmbH), e sia il sito sia la banca dati girano lì dentro.

Escono dallo Spazio economico europeo due cose sole: quello che dai da elaborare al Motore Impronta, che va ad Anthropic (Stati Uniti); e le email che ti mandiamo — conferma dell'iscrizione, recupero della password, promemoria del lunedì — che partono da Resend (Stati Uniti).

Restano invece in Irlanda i dati di Stripe (pagamenti) e di Google (se scegli di entrare col tuo account Google), anche se in tutti e due i casi la casa madre statunitense può accedervi dagli Stati Uniti.

Se hai accettato le statistiche (punto 8), i dati che Google Analytics raccoglie dal tuo browser fanno capo a Google Ireland Ltd., ma il gruppo è statunitense e può accedervi dagli Stati Uniti: Google aderisce al Data Privacy Framework, il quadro riconosciuto adeguato dalla Commissione europea con la decisione del 10 luglio 2023. Se non le hai accettate, non parte niente e non c'è nessun trasferimento.

Se hai accettato i cookie di marketing (punto 8), i dati che Google e Meta raccolgono dal tuo browser fanno capo alle loro società irlandesi, ma i gruppi sono statunitensi e possono accedervi dagli Stati Uniti: tutti e due aderiscono al Data Privacy Framework, il quadro riconosciuto adeguato dalla Commissione europea con la decisione del 10 luglio 2023. Se non li hai accettati, non parte niente e non c'è nessun trasferimento.

Per i due fornitori americani il trasferimento avviene sulla base delle Clausole contrattuali tipo approvate dalla Commissione europea (decisione 2021/914), che vincolano il fornitore a un livello di protezione equivalente a quello europeo. Le stesse clausole coprono l'accesso dagli Stati Uniti nei casi di Stripe e Google.

Discorso a parte per Facebook, se colleghi una Pagina: lì non stiamo affidando dati a un fornitore, stiamo pubblicando. Il testo entra nella piattaforma di Meta — che per gli utenti europei fa capo alla società irlandese del gruppo, con la casa madre negli Stati Uniti — e da quel momento valgono le condizioni e l'informativa di Meta, non le nostre. È il punto 6.

In parole povere
Fino al 15 agosto 2026 la banca dati stava in Svizzera, da un fornitore americano. Da quella data sta su una macchina in Germania, e fuori dall'Europa vanno soltanto i testi che mandi a elaborare e le email che ricevi da noi — più, se lo chiedi tu, i post che pubblichi su Facebook, che però sono destinati a essere pubblici. E, solo se li hai accettati, quello che raccolgono i cookie facoltativi — statistiche e marketing —: quelli vanno a società irlandesi, ma di gruppi americani.

10. Per quanto tempo li teniamo

  • Account, profilo, testi salvati, rubrica: finché tieni aperto l'account. Quando lo chiudi, vengono cancellati entro 30 giorni.
  • Conteggio degli utilizzi: 24 mesi, poi si cancella. Serve a far funzionare i limiti mensili e a ricostruire un consumo contestato.
  • Collegamento con una Pagina Facebook (nome della Pagina, identificativi, chiave cifrata): finché non scolleghi. Si cancella anche prima della chiusura dell'account, e senza che tu debba fare niente qui, se chiedi la cancellazione dal lato di Facebook.
  • Storico delle pubblicazioni (data, Pagina, esito, indirizzo del post): finché tieni aperto l'account. Resta anche se scolleghi la Pagina — serve a farti ritrovare cosa è uscito e quando.
  • Registri tecnici del server: al massimo 12 mesi.
  • Documenti contabili e fiscali (quando ci saranno pagamenti): 10 anni, come impone la legge.
  • Il codice dell'annuncio da cui sei arrivato (punto 8): 90 giorni nel tuo browser, e se revochi il consenso viene cancellato da lì subito. Se in quel periodo ti sei iscritto, la copia salvata insieme al tuo account resta finché resta l'account: la revoca ferma la raccolta, non torna indietro su quello che era già stato raccolto. Per farla sparire prima, chiedila — è il punto 11, e basta una mail.

Puoi cancellare da solo, in ogni momento, i singoli testi salvati e i singoli contatti della rubrica: la cancellazione è immediata e definitiva. ⚠️ Se quel testo era già stato pubblicato su Facebook, cancellarlo qui non lo ritira da lì: il post si toglie da Facebook.

11. I tuoi diritti

Su questi dati la legge ti dà dei diritti precisi (artt. 15-22 GDPR). Puoi chiedere:

  • di sapere quali dati abbiamo e averne una copia;
  • di correggerli se sono sbagliati o incompleti;
  • di cancellarli, e con essi l'account;
  • di limitarne l'uso, o di opporti al trattamento fondato sul legittimo interesse;
  • di portarli via, in un formato leggibile da un altro programma;
  • di ritirare il consenso al promemoria settimanale, senza che questo tocchi la legittimità di quanto fatto prima.

Per esercitarli basta scrivere a info@voxpub.it. Rispondiamo entro 30 giorni. Non costa nulla.

⚠️ Un limite da dire chiaro: questi diritti valgono sui dati che abbiamo noi. Cancellare qui non cancella un post già pubblicato sulla tua Pagina Facebook, che resta governato da Facebook. Per la parte Facebook c'è una pagina apposta: Cancellazione dei dati di Facebook.

Se ritieni che i tuoi dati siano trattati male, puoi rivolgerti al Garante per la protezione dei dati personali (Piazza Venezia 11, 00187 Roma — www.garanteprivacy.it), oppure al giudice.

12. Come sono protetti

Il sito viaggia solo su collegamento cifrato (HTTPS). Le password sono conservate in forma cifrata e irreversibile. La banca dati applica una regola di isolamento per riga che impedisce a un utente di leggere i dati di un altro, anche in caso di errore del programma. Le chiavi dei fornitori stanno solo sul server e non sono mai visibili dal browser.

La chiave della Pagina Facebook, se ne colleghi una, non è conservata in chiaro: è cifrata con un algoritmo robusto, e la chiave che la riapre sta solo fra le impostazioni del server — chi leggesse la banca dati troverebbe una stringa illeggibile.

La banca dati non è raggiungibile da Internet: risponde soltanto ai programmi che girano sulla stessa macchina, e chi amministra il server ci arriva solo da un collegamento cifrato riservato. Del server vengono fatte copie di sicurezza periodiche, conservate presso lo stesso fornitore in Germania.

Nessun sistema è sicuro al cento per cento. Se dovesse verificarsi una violazione che mette a rischio i tuoi diritti, ti avviseremo e informeremo il Garante nei termini di legge (artt. 33 e 34 GDPR).

13. Minori

VoxPublica è uno strumento di lavoro e non è destinato ai minori di 18 anni. Non raccogliamo consapevolmente dati di minori: se ci accorgiamo che un account è di un minore, lo chiudiamo e cancelliamo i dati.

14. Nessuna decisione presa dalla macchina

Il servizio propone testi e suggerimenti, ma non prende nessuna decisione automatizzata che produca effetti giuridici su di te o ti riguardi in modo significativo, ai sensi dell'art. 22 GDPR. Ogni testo prodotto è una proposta: resti tu a decidere se usarla, correggerla o buttarla.

15. Se questa informativa cambia

Se cambiamo qualcosa di sostanziale — un fornitore nuovo, uno scopo nuovo — aggiorniamo questa pagina e cambiamo la data in cima. Se il cambiamento tocca i tuoi diritti in modo rilevante, te lo diciamo per email prima che entri in vigore.